Federica Deiana  “Faith”

SoWhat (Italy)


Quindici minuti. In musica si tratta di un arco temporale duplice, esteso per essere lo spazio di un’unica traccia, esiguo per un’intera pubblicazione. Eppure un quarto d’ora esatto è sufficiente a Federica Deiana per offrire un primo saggio delle sue doti compositivi, per mostrare la profondità di una visione sonora interamente orientata ad un portato emozionale traboccante.
Partiture pianistiche e modulazioni vaporose di synth sono i mezzi utilizzati, fusi in un insieme che vede le sequenze di note scivolare su atmosferiche formulazioni elettroniche, intersecando efficacemente ambient e modern classical. È suono che ha la consistenza di un respiro lieve, a tratti permeato da un afflato cosmico luminescente (Microcosm, August 11th), trama che scorre via lineare preferendo una bellezza semplice ad un artificio complesso.
Le melodie sono a presa rapida, cesellate con cura – non a caso suo mentore è Stefano Guzzetti – e iniettate nella materia più diluita con grande scelta di equilibrio. Una prima, breve prova che lascia ben sperare in attesa del debutto sulla lunga distanza.



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