Federica Deiana – Shell
di Claudio Loi
Sa Scena (Italy)
Shell è il quarto passo nella carriera di Federica Deiana e sembra che il quinto passo non sia l’addio ma una release (anche fisica) prevista per il prossimo anno. Shell si muove con movenze simili ai lavori precedenti ovvero in quel limbo indefinito e mutevole che chiamiamo ambient. Una realtà instabile e sfrangiata, senza coordinate di riferimento, logiche ferree, leggi da rispettare, più uno stato d’animo, un sentimento. Musica senza una direzione precisa che si adatta agli spazi, alle persone, alle cose e allo stesso tempo modifica percezioni e punti di vista. Federica Deiana sembra ritrovarsi alla perfezione in questa situazione strana e inquietante: si diverte a mischiare le carte, a far perdere le tracce e non lasciare troppi indizi. Una sorta di arte della fuga o semplice necessità di aggirare i confini dell’ovvio e del già detto.
Shell è un fragile contenitore di emozioni che si muove con indolenza tra le diverse varianti del pianeta ambient: dal new classical, attraverso il misurato recupero di strumenti classici come il pianoforte, al dark ambient più esoterico e altre mutazioni della materia. Brian Eno ai tempi di On Land (1982) aveva pensato alla sua musica come a “un paesaggio che ha cessato di fare da sfondo a qualcos’altro che succede di fronte; tutto ciò che avviene è invece parte del paesaggio”. Un concetto difficile da razionalizzare, ma perfetto nel descrivere quei suoni e quello che avrebbero suscitato. Perfetto anche per descrivere questo nuovo lavoro di Federica Deiana che ci accompagna verso scenari imprevedibili, sempre sorprendenti. Paesaggi interiori che vanno affrontati con la giusta predisposizione al cambiamento e una buona dose di lucida follia.
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